Il sito di chi lavora con la mente

Cari creativi,

vi chiedo di leggere questo post. Ci metterete 5’. Parla di voi. Dopo, sarete un po’ incazzati. Forse, più motivati. Magari saprete cosa fare. Altrimenti, postate una canzone.

 

Ora passo al tu. Se appartieni al 94% di chi “non” possiede o dirige un’azienda di successo, con i riconoscimenti che ne derivano, contratti o dividendi, prendi un foglio di carta e scrivi su quali forme di tutela puoi contare. Fatto?

 

Che prospettive ritieni di potere avere, superati i 50 anni, se non dovessi divenire titolare, dirigente, star acclamata? E se ti trovassi nella condizione di doverti ri-immettere sul mercato?

Oggi, su quali garanzie puoi contare sotto il profilo sanitario, pensionistico, in caso di malattia, disoccupazione, maternità Se invece sei un libero professionista o un free lance, che tutele hai su pagamenti e tempi? Quali spese scarichi? E gli utili corrispondono agli studi di settore?

Se hai un contratto a progetto, a chi ti puoi rivolgere per mutui o finanziamenti?

Se stai iniziando ora, quali aiuti hai ricevuto per lo start up?

E, infine, se hai un’idea innovativa, chi è pronto ad ascoltarti? Che strumenti hai per proteggerla?

Ma soprattutto, chi riconosce il tuo valore, e ti considera una forza importante e strategica? Chi ci rappresenta? Quale corrispondenza esiste tra le nostre idee, la nostra visione del mondo e delle cose, l’amore per il bello in tutte le sue forme, e il sistema Paese?

 

Se, al contrario, appartieni a quel 6% che ottiene onori e premi, chiediti quanto sei veramente tutelato, e se non hai anche tu, stampigliata da qualche parte, la data di scadenza. Cosa succede se un fondo ti acquisisce e decide che non sei performante? Se litighi con soci, se soffri di ansia da prestazione, se il tuo mercato viene travolto dalla crisi, se improvvisamente ti pesa fare l’ennesima notte? Ma soprattutto, chiediti cosa puoi fare tu per il 94% di talenti che, meno di te, hanno ottenuto visibilità, guadagni, opportunità.

In Italia non esistono cifre che dicano quanti siano i professionisti che svolgono attività finalizzate alla creatività. I “creativi”, semplicemente, non esistono.

Eppure siamo quelli che costruiamo, ogni giorno, l’immagine della filiera industriale e commerciale, in alcuni casi, sogni e tendenze. Quelli che progettano le piattaforme dove ci si confronta. Che creano stili, storie e visioni da condividere. Disegnano il presente.

 

Io ritengo che in Italia siano più di 2 milioni le persone che vivono delle proprie capacità creative. Il doppio se si considerano ambienti di riferimento e indotti.

 

Non siamo identificati, rappresentati, tutelati, rispettati, valorizzati. Facciamo un lavoro logorante, che spesso riduce la capacità competitiva con l’avanzare degli anni. Prigionieri di stereotipi che ci vedono modaioli e svagati, con il biliardino all’ingresso e il lupetto nero, sempre alle prese con cose divertenti. In realtà protagonisti di quella fuga di cervelli che porta i più intraprendenti di noi ad andare all’estero per poter vivere e realizzare le proprie idee.

Facciamo un lavoro anonimo. Senza diritto d’autore, con ritmi superiori a qualsiasi regime contrattuale, disposti a lavorare di notte e nei festivi, sulla scia di quell’entusiasmo e disponibilità che è insita nel nostro lavoro, al quale non potremmo rinunciare, ma che diviene regola in luogo di eccezione. Ma non siamo missionari e non stiamo salvando la vita a dei bambini. Siamo solo uno strumento del sistema industriale. Lavoratori dell’immateriale, braccianti della mente.

Eppure, insieme alla ricerca tecnologica, rappresentiamo l’identità storica della nazione, il made in Italy, quello che ancora ci garantisce un briciolo di credibilità nel mondo.

Ci confrontiamo e diamo voce alle culture giovanili e riformiste, invisibili e marginali per i media e il potere quanto lo siamo noi. Sperimentiamo tecnologie e linguaggi.

Pensiamo internazionale.                                                                                                            Siamo quelli che hanno contribuito alla creazione della cultura web e social, della quale conosciamo, più di tutti, dinamiche, linguaggi e modalità. Ma non siamo mai coinvolti nelle scelte e nelle soluzioni. Mai consultati, mai coinvolti nei processi decisionali sui grandi temi di questa società. Che rinuncia, di fatto, a valorizzare uno straordinario capitale di energia e innovazione.

 

Mi spiace dirlo, ma le associazioni di categoria in questo momento non hanno più senso. Così come il parlare di pubblicitari, grafici, architetti, e di mille altre piccole nicchie. Sono finite le corporazioni. Potranno essere utili solo dopo, per specifiche esigenze di settore, per l’aggiornamento professionale e il confronto tecnico. E poi, basta.

Non ci sono creativi fighi e creativi di serie B. O lo sei, o non lo sei.

 

Il cambiamento che vi propongo è di mentalità e di visione.


Siamo e siete un’unica entità, qualunque cosa facciate: creativi per pubblicità e eventi, copy, art, graphic & industrial designer, visualizer, web, comunicatori.
Ma anche artisti, autori, stilisti, scenografi, light designer, montatori, sceneggiatori, story editor, coreografi, registi, fotografi, progettisti, blogger, compositori, video maker, illustratori, costumisti, direttori artistici, curatori, artigiani di ricerca, traduttori, ghost writer… Nelle grandi città, come in provincia, dove maggiori sono le difficoltà.

Occorre spostare il livello di percezione/visibilità. Piantarla di fare gli individualisti. Divenire massa critica, movimento di opinione, influencer. Smettere di pensare all’orticello per acquisire quella che il buon Pasolini chiamava “coscienza di classe”.

 

Se il mondo non ci considera, usiamo le metodologie che il mondo comprende.

• Facciamoci vedere

• Impostiamo una rivendicazione sindacale (sì, avete letto bene)

• E quindi, diveniamo Gruppo di Pressione.


Anche in un momento di crisi, che potrebbe far sembrare irrealizzabili e utopiche queste istanze. Perché è quando si è in curva che occorre spingere sull’acceleratore.

 

Primo passo, renderci visibili, sollevando il problema. Al pari di quanto hanno fatto pochi anni fa i nostri colleghi sceneggiatori americani.

Blocchiamo il giocattolo.

Occupiamo la rete. Facciamoci vedere. Anche nelle strade. Senza sentirci obbligati a dover, per forza, fare manifestazioni fighe e creative.  Poi, diveniamo piattaforma.

 

Cosa chiedere? Di ascoltarci. Di avere, in questo paese, un ruolo consultivo e decisionale. Ma anche ciò che hanno ottenuto tante altre categorie che, nella storia, prima di noi, hanno affermato in maniera organica i propri diritti:

1 - Tutela dei più giovani, con contratti a progetto e stipendi che assomigliano al conto di un ristorante. Regolazione del sistema stage e incentivi per chi assume. Finanziamenti o prestito d’onore per attrezzature e alta formazione

2 - Garanzia di tempi e modalità di pagamento per professionisti esterni e free lance. Con possibilità di accedere in maniera diretta a un collegio arbitrale per la risoluzione di problematiche professionali

3 - Istituzione di un Fondo di Solidarietà, pagato contestualmente alla prestazione d’opera, o inserito direttamente nel contratto. Destinato ad aiutare chi si trova a vivere momenti di difficoltà, per maternità, problemi di salute, disoccupazione. Con tassi agevolati per mutui e fidi

4 - Diritto d’autore per nuove categorie o forme espressive, per ridurre una disparità di trattamento non più giustificabile. Anche alla luce della recente sentenza Bertotti contro Fiat.

5 - Adeguamento legislativo del concetto di "idea", oggi del tutto privo di rilevanza e tutela giuridica.

6 - Nel caso di partita IVA, iscrizione in categoria separata, con imposta calcolata al 75%, come avviene nell’ambito della cessione dei diritti. O inserimento delle categorie nella gestione Enpals, inserendo il concetto del "collocamento"

7- Facilities per l’aggiornamento professionale, per il consumo di beni culturali e soggiorni all’estero, elementi ala base del nostro lavoro.

 

Diritti, si badi bene, che non devono essere appannaggio del soggetto singolo, ma anche di aziende e studi professionali che pongono la creatività come core business. Questo non vuol dire, quindi, lotta tra poveri, in un momento di grave congiuntura, ma condivisione di opportunità:

1 - Regolazione del sistema gare e riconoscimento della “creatività” all’interno del formulari di gara

2 - Diritto a poter scaricare le spese effettuate dalle aziende per ricerca, sperimentazione, nuove tecnologie. E incentivi per stage, apprendistato, assunzioni, contratti nell’area creativa

3 - Riduzione fiscali e incentivi in caso di start-up, con particolare attenzione nei confronti di under 30, factory, realtà collettive, in un contesto che valorizzi 3 assi portanti: creatività, ricerca tecnologica, arti

4 - Attivazione di ammortizzatori anche per quelle aziende che non raggiungono i minimali previsti per accedere a cassa integrazione o mobilità

Ho finito. E, detto tra noi, non avrei mai pensato di dover scrivere un giorno un testo simile a un vecchio volantino sindacale o a una predica mormonica. Ma così è. Con la netta sensazione che il social, pensato per unire teste e mondi, possa servire a qualcosa di più che postare una canzone.

In questo percorso illuminante il dialogo che gli sceneggiatori di un piccolo film “Generazione 1000 euro” hanno messo in bocca a due amici, perennemente stagisti. “Questa è l’unica epoca in cui i figli stanno peggio dei padri….” è il commento di Matteo quando apprende che un suo coetaneo disoccupato lascia Milano per tornare dai genitori: “E qual è la nostra risposta? Mangiare Sushi.”

 

E a me, il sushi, non basta più.

 

Alfredo Accatino

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http://www.creativi.eu/sito_g/yellows.jpg
 

Commenti 

 
0 #295 Emanuela 2013-03-04 19:26
Cosa mi dite della creative commons e di Lawrence Lessig che presto dichiareranno illegale il Copyright???
Citazione
 
 
+1 #294 Alfredo Accatino 2012-10-31 18:26
CREATIVI. MEGLIO UCCIDERLI DA PICCOLI.

ecco il secondo articolo che ho postato su Huffingotn Post

http://www.huffingtonpost.it/alfredo-accatino/creativi-meglio-ucciderli_b_2048816.html
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+1 #293 alfredo 2012-10-19 15:05
http://www.huffingtonpost.it/alfredo-accatino/quanto-vale-un-kg-di-idee_b_1980457.html?utm_hp_ref=italy&just_reloaded=1
Citazione
 
 
+1 #292 alfredo 2012-10-19 15:05
Mi piace condividere con voi “quanto vale un Kg.di idee?” il mio primo di 3 articoli che dedicherò al tema della valorizzazione della creatività (e dei creativi), della riforma del diritto d’autore e la tutela delle idee, che avevo
propost
o come incipit della mia collaborazione ad Huffington Post.
1 - La creatività si paga (quale è il PIL della creatività?)
2 - quanti sono i creativi in Italia: difficoltà. Potenzialità, progetti

http://www.huffingtonpost.it/alfredo-accatino/quanto-vale-un-kg-di-idee_b_1980457.html?utm_hp_ref=italy&just_reloaded=1
3 - Tutela delle idee e riforma del diritto d'autore.

Il progetto lanciato dalla “Lettera Aperta ai creativi e ai Lavoratori della Mente” di un anno fa, va avanti. E nei prossimi giorni vi presenterò, ve lo anticipo, nuove azioni e nuove iniziative.
Il cammino è lungo, ma fondamentale per far portare alla luce un tema sino ad ora invisibile, e farlo entrare nell’agenda delle "cose da fare" di questo Paese.
Vi invito quindi a leggere il contributo (che in parte già conoscete molto bene) e a lasciare un commento, sia qui che nella pagina del blog.
Un grazie anche a tutti coloro che in questo anni mi hanno scritto, e che hanno condiviso la lettera, facendola divenire per una settimana la news di maggior sharing in rete. Grande inizio. Ma solo un inizio.
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0 #291 Alfredo A 2012-10-05 16:40
Citazione qwerty:
Ok. è un anno che il post è online. Cosa avete fatto? Cosa facciamo ora? Io sono dei vostri.
Non facciamo però i soliti cazzoni che si parlano addosso e condividono le cose sul faccialibro e poi vanno veramente a mangiare il sushi.
Siamo l'anima del paese che lavora, siamo la sua voce e i suoi pensieri. Siamo tra i giovani che lavorano e che hanno studiato e fatto gavetta. Secondo me abbiamo abbastanza palle per fare qualcosa di buono, non solo per noi, ma per tutti.



Hai ragione. E' passato un anno. Non abbiamo fatto la rivoluzione, ma almeno personalmente ho contattato tantissimi creativi per spiegare il tema. Ho parlato a media. Ho parlato del tema al Ted Ied a Milano lo scorso mese. e da questo ho ottenuto di poter affrontare il tema sulla nuova testata the Huffington Post. E andrò avanti, anche se non so come. Sicuramente mi farebbe piacere avere aiuto, ad esempio, raccogliendo informazioni e materiali. Quanti sono le professioni creative? Quante persone coinvolgono? Quali sono le sentenze sul tema della tutela delle idee?.
Insomma. di cose da fare ce ne sono tante.
Alfredo
Citazione
 
 
0 #290 qwerty 2012-10-04 10:07
Ok. è un anno che il post è online. Cosa avete fatto? Cosa facciamo ora? Io sono dei vostri.
Non facciamo però i soliti cazzoni che si parlano addosso e condividono le cose sul faccialibro e poi vanno veramente a mangiare il sushi.
Siamo l'anima del paese che lavora, siamo la sua voce e i suoi pensieri. Siamo tra i giovani che lavorano e che hanno studiato e fatto gavetta. Secondo me abbiamo abbastanza palle per fare qualcosa di buono, non solo per noi, ma per tutti.
Citazione
 
 
0 #289 alfredo 2012-09-27 11:29
Se siete arrivati a questa pagina, questo tema è il vostro tema. Perché fate questo lavoro. Perché questo è il vostro stato mentale. Se vi va, potete raggiungerci in un gruppo FB, che non coincide con questa iniziativa, ma che accoglie duemila creativi, di origine ed età diversa, accomunicati dalla voglia di confrontarsi.

http://www.facebook.com/groups/123148507743289/428683197189817/?notif_t=group_comment
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0 #288 alfredo 2012-09-27 11:26
Citazione Alessandra Lanza:
E come mi dovrei sentire io, venditore con data di scadenza di creativi in scadenza? Insomma devo sentirmi altro da voi? Eppure io mi sento orgogliosa di avere la possibilita' di rappresentare una realta' fatta da creativi, di progetti, di idee. Io ho fatto una scelta, ho pensato che il mondo associativo servisse proprio a questo. A rappresentare un mondo, quello della comunicazione, in particalare quello degli eventi, quale sento di appartenere, senza distinzione tra creativi, produttori, account e imprenditori. Io penso che in questo momento noi si sia tutti nella stessa situazione. E credo che al posto che fare distinzione tra professionalità si debba essere forti del fatto che apparteniamo alla stessa categoria e che tutti insieme siamo più forti. La mia casa si chiama Consulta degli eventi, Assocomunicazio ne, e vi vorrei invitare. Perché non venite a parlare con noi? Io penso che il problema dei creativi sia il problema dell'intero mercato. Riguarda tutti noi. Lavoriamoci insieme.

Citazione Alessandra Lanza:
E come mi dovrei sentire io, venditore con data di scadenza di creativi in scadenza? Insomma devo sentirmi altro da voi? Eppure io mi sento orgogliosa di avere la possibilita' di rappresentare una realta' fatta da creativi, di progetti, di idee. Io ho fatto una scelta, ho pensato che il mondo associativo servisse proprio a questo. A rappresentare un mondo, quello della comunicazione, in particalare quello degli eventi, quale sento di appartenere, senza distinzione tra creativi, produttori, account e imprenditori. Io penso che in questo momento noi si sia tutti nella stessa situazione. E credo che al posto che fare distinzione tra professionalità si debba essere forti del fatto che apparteniamo alla stessa categoria e che tutti insieme siamo più forti. La mia casa si chiama Consulta degli eventi, Assocomunicazio ne, e vi vorrei invitare. Perché non venite a parlare con noi? Io penso che il problema dei creativi sia il problema dell'intero mercato. Riguarda tutti noi. Lavoriamoci insieme.


Alessandra, grazie del tuo intervento e della tua attenzione. Cercherò, almeno a livello personale, di raccogliere l'invito.
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0 #287 Alessandra Lanza 2012-09-26 22:14
E come mi dovrei sentire io, venditore con data di scadenza di creativi in scadenza? Insomma devo sentirmi altro da voi? Eppure io mi sento orgogliosa di avere la possibilita' di rappresentare una realta' fatta da creativi, di progetti, di idee. Io ho fatto una scelta, ho pensato che il mondo associativo servisse proprio a questo. A rappresentare un mondo, quello della comunicazione, in particalare quello degli eventi, quale sento di appartenere, senza distinzione tra creativi, produttori, account e imprenditori. Io penso che in questo momento noi si sia tutti nella stessa situazione. E credo che al posto che fare distinzione tra professionalità si debba essere forti del fatto che apparteniamo alla stessa categoria e che tutti insieme siamo più forti. La mia casa si chiama Consulta degli eventi, Assocomunicazio ne, e vi vorrei invitare. Perché non venite a parlare con noi? Io penso che il problema dei creativi sia il problema dell'intero mercato. Riguarda tutti noi. Lavoriamoci insieme.
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0 #286 alfredo 2012-09-26 14:31
Citazione alfredo:
Citazione valerio:
Ciao a tutti, sono Valerio, ho 34 anni, sono copywriter con contratto a progetto, mi sto curando per guarire dal cancro e sono dodici giorni che non ho un'idea. E se non ne trovo una, qualsiasi, finisce che l'ultima cosa che passerà per la mia testa, dopo un tuffo dal quinto piano, sarà il culo. L'enfasi ha ben poco a che fare con la realtà dei fatti: ahimè, oggi, più che in qualsiasi altro momento della mia vita da creativo, vivo e sottoscrivo tutto ciò che avete postato finora. Sono uno di quelli che è pronto a manifestare come una delle Femen, a petto nudo, o a girare un film porno con la Tommasi gridando al complotto. Perchè, anche se non avrò mai un mutuo per comprare casa, vorrei, quanto meno, non finire a vivere nel vano bancomat della UBI. E perchè credo e sottoscrivo che questo lavoro meriti riconoscimenti e tutele che finora non ho mai avuto il piacere di constatare. Grazie Alfredo.



Grazie a te del tuo contributo. Forse sei proprio tu che mi ridai qualche stimolo in più. E le idee, ti assicuro, mancano anche a me. Mi farebbe piacere pubblicare la tua mail, scrivimi anche in privato. Alfredo



Valerio. sei un copy. e sai che le parole hanno un peso. e le tue lo hanno avuto. contattami.
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0 #285 alfredo 2012-09-26 13:57
Citazione valerio:
Ciao a tutti, sono Valerio, ho 34 anni, sono copywriter con contratto a progetto, mi sto curando per guarire dal cancro e sono dodici giorni che non ho un'idea. E se non ne trovo una, qualsiasi, finisce che l'ultima cosa che passerà per la mia testa, dopo un tuffo dal quinto piano, sarà il culo. L'enfasi ha ben poco a che fare con la realtà dei fatti: ahimè, oggi, più che in qualsiasi altro momento della mia vita da creativo, vivo e sottoscrivo tutto ciò che avete postato finora. Sono uno di quelli che è pronto a manifestare come una delle Femen, a petto nudo, o a girare un film porno con la Tommasi gridando al complotto. Perchè, anche se non avrò mai un mutuo per comprare casa, vorrei, quanto meno, non finire a vivere nel vano bancomat della UBI. E perchè credo e sottoscrivo che questo lavoro meriti riconoscimenti e tutele che finora non ho mai avuto il piacere di constatare. Grazie Alfredo.



Grazie a te del tuo contributo. Forse sei proprio tu che mi ridai qualche stimolo in più. E le idee, ti assicuro, mancano anche a me. Mi farebbe piacere pubblicare la tua mail, scrivimi anche in privato. Alfredo
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+1 #284 valerio 2012-09-26 13:15
Ciao a tutti, sono Valerio, ho 34 anni, sono copywriter con contratto a progetto, mi sto curando per guarire dal cancro e sono dodici giorni che non ho un'idea. E se non ne trovo una, qualsiasi, finisce che l'ultima cosa che passerà per la mia testa, dopo un tuffo dal quinto piano, sarà il culo. L'enfasi ha ben poco a che fare con la realtà dei fatti: ahimè, oggi, più che in qualsiasi altro momento della mia vita da creativo, vivo e sottoscrivo tutto ciò che avete postato finora. Sono uno di quelli che è pronto a manifestare come una delle Femen, a petto nudo, o a girare un film porno con la Tommasi gridando al complotto. Perchè, anche se non avrò mai un mutuo per comprare casa, vorrei, quanto meno, non finire a vivere nel vano bancomat della UBI. E perchè credo e sottoscrivo che questo lavoro meriti riconoscimenti e tutele che finora non ho mai avuto il piacere di constatare. Grazie Alfredo.
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+1 #283 Michelangelo 2012-09-22 15:41
Io ho 55 anni, sono architetto con 110 e tanto di tesi pubblicata, e poi sono graphic artist e pure musicista part time, e mi ritrovo a pagare in tasse TUTTO quel poco che guadagno!!!
In uno stato in cui un primo ministro (il minuscolo è voluto) dichiara che "non pagare le tasse sulla prima casa è un'anomalia tutta italiana" e poi lui intesta le sue mega ville alla sua banca e poi la esenta dal pagamento dell'IMU; in un paese in cui un ministro (fornero) si permette di dire che "il lavoro non è un diritto" (però sua figlia ha ben 2 posti fissi, e gliel'ha dati lei) e poi ribadisce "è giusto che gli over 50 guadagnino di meno perché producono di meno" (lei invece ha 20 anni...), che ci si deve aspettare?
I creativi sono pure considerati la feccia della società...
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0 #282 Luca Pop 2012-09-22 10:02
Nel paese più bello del mondo non è possibile si viva cosi male.. grazie classe politica! veramente gentilissimi ad avercelo messo in quel posto cosi violentemente!! -.-"
O ci diamo na mossa a cambiare qualcosa o questo non è più il posto per noi.
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+1 #281 giovanni branca: 2012-09-22 03:16
passare all'azione-!!!!!
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0 #280 Armando Perna 2012-09-21 12:59
Da creativo nel cuore ed avvocato di professione, sono in piedi anch'io. Parte è politica, è vero, parte è una presa di coscienza, ma poi c'è il diritto.
Perché è tramite questo strumento che una categoria si (auto)tutela.
Dal supporto alle start-up imprenditoriali alla rivendicazione dei diritti del lavoratore (anche precario) fino alla proposta di testi di legge.
Che ognuno faccia la sua parte, io posso mettere a disposizione la mia esperienza professionale e quella del mio network.

armando.perna@lawtaxorg .com
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0 #279 Paolo Lizza 2012-09-21 12:37
Concordo pienamente con il Manifesto di Alfredo. Sono un regista\autore che ha lavorato prevalentemente sui broadcast nazional. Se ci sarà una riunione, un incontro, sarò dei vostri.

un abbraccio Paolo
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0 #278 Leonste 2012-08-19 12:42
Abbiamo perso troppo tempo, è ora di agire!
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+1 #277 Iris 2012-07-09 11:49
Anch'io sono una donna over 50.Un architetto mancato con innata creatività.Mi piacerebbe formare una nuova scuola bauhaus Gropius?
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0 #276 Nico Lopez Bruchi 2012-06-22 10:20
E' probabile che così la creatività vada a puttane.
Perchè entrare in un mondo politico e commerciale?
Un vero creativo si sentirebbe chiuso in una stanza...perchè questa esigenza di dover classificare?
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